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La Tecar terapia: come funziona e quali i benefici?

  • Tra i dispositivi elettromedicali funzionali alla cura di traumi e patologie infiammatorie dell’apparato muscolo-scheletrico, la Tecar terapia è una tecnica non invasiva che si basa sulla stimolazione delle cariche ioniche presenti nei tessuti con cui si va ad innalzare il potenziale energetico interno alle cellule con conseguente attivazione e stimolazione dei processi riparativi e rigeneranti naturali dei tessuti danneggiati e riduzione dell’infiammazione.
    La terapia consente di eliminare il dolore e abbreviare considerevolmente i tempi di guarigione.

  • Le patologie che beneficiano della Tecar terapia sono molteplici. Ne indichiamo alcune:
    problemi muscolari come strappi, stiramenti, contratture, edemi ed ematomi;
    tendiniti e tendinosi, epicondiliti;
    dolori cervicali e lombari;
    post chirurgia del ginocchio e della spalla;
    artrosi e artrite;
    distorsione alla caviglia; coxoartrosi ed esiti di protesi all’anca; fascite plantare; tallonite
    cicatrici chirurgiche.

Dolore alla spalla: le cause e come curarlo con la fisioterapia

  • Il dolore alla spalla spesso dipende da lesioni alla cuffia dei rotatori costituita da quattro muscoli che dalla scapola si inseriscono sull’osso del braccio (omero). Tali lesioni, originatesi da varie cause, comportano un dolore acuto e la difficoltà di effettuare movimenti abduttori, flessori e rotatori del braccio.
    La fisioterapia è molto utile in questi casi sia in una prima fase per trattare il dolore e l’infiammazione con terapie strumentali, come la Laser terapia, la Tecar terapia o le Onde d’urto, dispositivi medici ad alto potenziale antalgico, antinfiammatorio e riparatore dei tessuti, sia in una fase successiva per ripristinare il corretto movimento dell’articolazione e recuperare il tono muscolare ricorrendo a terapie di mobilizzazione e ad esercizi di rinforzo.

Qual è la funzione del Linfodrenaggio?

  • Si tratta di un trattamento fisioterapico la cui funzione è quella di favorire il drenaggio dei liquidi linfatici ristagnanti responsabili del gonfiore localizzato, facilitandone il deflusso ed eliminando la sensazione di tensione, pesantezza e fastidio.
    La terapia di Linfodrenaggio, che si effettua con precise tecniche di massaggio linfatico manuale, si esegue in caso di:
    - edema con gonfiore localizzato da esiti di intervento chirurgico (ortopedico, estetico o vascolare);
    - accumulo atipico di tessuto adiposo (lipedema);
    - anomalie congenite del sistema linfatico con insufficienza venosa degli arti e tendenza alle ulcere venose (linfedema);
    - stasi veno-linfatica in gravidanza;
    - sindrome da ritenzione idrica; ematoma, distorsione, fratture, strappi della fibra muscolare, lussazione,
    e in genere in tutti i casi di rallentamento della circolazione linfatica e venosa per cause di varia natura.
    È importante che la terapia venga effettuata da fisioterapisti specializzati per evitare di cagionare danni al paziente.

I disturbi coignitivi

  • Cosa sono i disturbi cognitivi?
    Si tratta di alterazioni o disfunzioni delle abilità cognitive che comprendono tutti i processi attraverso i quali una persona percepisce, registra, mantiene, recupera, manipola, utilizza ed esprime informazioni e sono coinvolte in qualsiasi compito svolgiamo, dal più semplice al più complesso.
    Quali sono, quindi, le abilità o funzioni cognitive che vengono compromesse?
    I disturbi cognitivi riguardano le seguenti funzioni cognitive:
    - l’attenzione: è la capacità di concentrarsi sulle informazioni più importanti tra tutte quelle disponibili e agisce come filtro che decide quali informazioni sono utili e quali invece non lo sono;
    - la memoria: è la capacità di conservare, assimilare, ritenere e richiamare, sotto forma di ricordo, le informazioni apprese durante l’esperienza o per via sensoriale;
    - il linguaggio: è la capacità di usare le parole o i segni per comunicare;
    - il problem solving: è la capacità di elaborazione delle informazioni, di valutazione dei dati e formulazione di un giudizio, di pianificazione dell’azione e anticipazione delle conseguenze.
    Quali sono i sintomi di queste disfunzioni?
    I sintomi si manifestano con la difficoltà nel mantenere l’attenzione, nel memorizzare o ricordare nuove informazioni, nell’incapacità di gestire attività quotidiane (es. cucinare o lavarsi), nel trovare le parole, nel ricordare date o eventi recenti. Oltre al rallentamento mentale, si possono avere anche problemi di orientamento nel tempo e nello spazio, e modifiche caratteriali.
    Quali sono le cause che generano i disturbi cognitivi?
    Le cause di queste disfunzioni possono essere malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, la malattia di Parkinson, la sclerosi multipla, tumori cerebrali, o l’ictus, o lesioni cerebrali da trauma cranico. In questi casi accade che ai disturbi cognitivi si accompagnino anche altre disfunzioni come, ad esempio, le disabilità motorie.
    Esiste una terapia per la cura di queste disfunzioni?
    Con pazienti che presentano queste disfunzioni, la riabilitazione assume un’importanza fondamentale in quanto serve ad aiutare le persone a ritrovare la propria autonomia mentale, psicologica e fisica e, soprattutto, a sentirsi reinserite nella società nonostante la propria disabilità. Per questo motivo è importante svolgere un lavoro di équipe che preveda un inquadramento diagnostico, una valutazione multidisciplinare e un programma riabilitativo individuale costruito sul paziente.
    L’équipe riabilitativa è composta da figure professionali che interagiscono tra di loro per la valutazione e il trattamento complessivo del paziente: il medico Fisiatra, il medico Neurologo, il Fisioterapista, il Terapista Occupazionale, il Logopedista, lo Psicologo.
    La presa in carico del paziente neurologico da parte dell’équipe, pertanto, prevede:
    • anamnesi e diagnosi effettuate dal medico specialista neurologo e dal fisiatra;
    • valutazione psicologica per il recupero, la stimolazione e il potenziamento delle abilità deficitarie (memoria, attenzione, ragionamento, problem solving) e il mantenimento attivo dei processi cognitivi residui. Inoltre, lo psicologo si occupa di supportare il paziente e i familiari nell’accettazione della malattia e nella gestione dei cambiamenti che ne derivano;
    • valutazione del logopedista per le alterazioni del linguaggio e della comunicazione;
    • valutazione del terapista occupazionale. Il trattamento di Terapia Occupazionale si attua attraverso attività specifiche, adeguate alle potenzialità del paziente, per aiutarlo a raggiungere il massimo livello funzionale e di indipendenza in tutti gli aspetti della vita quotidiana;
    • valutazione funzionale del fisioterapista che sceglierà e pianificherà insieme al fisiatra l’iter riabilitativo più adatto per le disabilità motorie.
    Il paziente viene, quindi, inserito in una fase di follow‐up per la verifica dell’evoluzione clinica della patologia, con un conseguente adeguamento della strategia terapeutica.

FKT – I consigli dell’esperto:
Con sempre più frequenza, un evento morboso, una malattia o un trauma non si esauriscono nel ciclo danno-terapia-guarigione, ma portano ad una menomazione o ad una disabilità che rischia di trasformarsi in vero e proprio svantaggio esistenziale. Per questa ragione, in tutti i casi di patologie neurologiche è importante effettuare subito una valutazione del paziente per inquadrare gli aspetti deficitari e stabilire un programma riabilitativo individualizzato che miri a far raggiungere alla persona il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, coinvolgendo anche la famiglia.